Rebind passa alla piattaforma enterprise di Gnosis Pay con 30 mln
Gnosis Pay ha indicato Rebind come uno dei primi partner a passare sulla propria piattaforma enterprise, pubblicando insieme alcuni numeri su Rebind. L'app è attiva da aprile. Da allora gli utenti ci tengono dentro 6 milioni di euro e ne hanno fatti transitare 30 milioni. Ad agosto Rebind ha aggiunto il franco svizzero tramite Frankencoin, accanto a euro e dollaro.
Il saldo trattenuto vale un quinto del volume transitato
6 milioni fermi contro 30 milioni movimentati in circa cinque mesi descrivono un conto di transito, non una riserva di valore. Il denaro arriva, viene speso o rispedito, e se ne va. Quel rapporto conta per chi sceglie fra conti con carta, perché un prodotto pensato per il flusso si comporta diversamente da uno pensato per un saldo parcheggiato: a decidere sono le commissioni di bonifico, la velocità di accredito e le valute disponibili ai due capi, non il rendimento su un saldo fermo.
Sul conto convivono ormai tre valute. Euro e dollaro c'erano dall'inizio; il franco svizzero è arrivato ad agosto tramite Frankencoin, una stablecoin denominata in franchi. In un prodotto costruito attorno a un conto in euro, aggiungere il franco allarga la platea di chi può tenere la propria valuta nazionale invece di una convertita, ed è proprio nella conversione che si accumulano i costi di cambio transfrontalieri.
Gnosis Pay sta diventando lo strato sotto le carte altrui
La migrazione si inserisce nella svolta annunciata da Gnosis Pay a inizio mese. L'attività rivolta ai privati chiude: l'emissione delle carte si ferma a fine settembre, come raccontato in lo stop alle nuove carte Gnosis Pay a settembre, e la webapp viene spenta, come descritto in la chiusura della webapp di Gnosis Pay. Al suo posto resta una piattaforma su cui altre società costruiscono programmi di carte.
Gnosis Pay descrive il valore di quella piattaforma come aggregazione di fornitori. Lanciare una carta Visa a marchio proprio significa coordinare sponsorizzazione del BIN, banca emittente, verifica dell'identità, gestione delle contestazioni e produzione fisica delle carte, oltre quindici controparti in tutto, prima che parta la prima carta. La piattaforma le mette dietro un'unica interfaccia e si accolla il carico di conformità.
Il rapporto con l'utente passa al partner
Per il titolare la conseguenza pratica è che cambia la controparte. Assistenza, prezzi, valute coperte, massimali e disponibilità geografica arrivano da Rebind o da un altro partner, non da Gnosis Pay, anche se i binari sottostanti restano gli stessi. Confrontare due carte costruite sulla stessa piattaforma significa quindi confrontare i partner e non la piattaforma, perché è lì che si fissano le condizioni.
Gnosis Pay non ha pubblicato quali altri partner stiano migrando né con quale calendario, e Rebind non ha pubblicato condizioni proprie per i titolari in arrivo da Gnosis Pay. Chi tiene una carta Gnosis Pay oltre la scadenza di settembre dovrà chiederle al partner presso cui finisce.
Fonti: Gnosis Pay sull'ingresso di Rebind nella piattaforma enterprise, Gnosis Pay.
Carte correlate
Gnosis Card
→Carta fisica Gnosis di Gnosis, supporta EURE, GBPE, USDCE e richiede kyc.
Rebind Card
→Carta virtuale & fisica Ethereum di Rebind, supporta EURE, ETH, USDC e richiede kyc.