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Avici Card: 3.000 dollari al giorno al bancomat, in tre prelievi

Il 19 settembre Avici ha alzato a 3.000 dollari il tetto giornaliero di prelievo al bancomat per tutti gli utenti. La cifra dice qualcosa solo se letta accanto ai due limiti che la sorreggono, perché sono quelli a stabilire quanto si riesca davvero a ritirare.

Ogni prelievo si ferma a 1.000 dollari e le operazioni sono tre al giorno, sia in Platinum sia in Signature. I 3.000 dollari sono il prodotto di questi due numeri e non una dotazione a parte: esaurirli significa tre prelievi da 1.000 dollari esatti. Gli sportelli hanno propri limiti per erogazione, spesso poche centinaia in valuta locale, quindi il tetto che si incontra davvero è l'importo concesso dalla macchina moltiplicato per tre.

La commissione di prelievo è tutta la differenza fra Platinum e Signature

Platinum paga 1 dollaro più lo 0,65 per cento a prelievo, Signature non paga nulla. Le voci minori seguono la stessa linea: un'operazione rifiutata allo sportello costa 0,60 dollari in Platinum e nulla in Signature, e lo stesso vale per la lettura del saldo. I pagamenti con carta rifiutati sono gratuiti su entrambi i livelli, ma quell'esenzione si ferma davanti al bancomat.

Al massimo di 1.000 dollari per operazione, un prelievo Platinum costa 7,50 dollari. Da qui nasce un confronto diretto, perché Signature è la carta più cara da tenere. Una Platinum virtuale costa 15 dollari una tantum e nient'altro; una Signature virtuale costa 30 dollari il primo anno e poi 20 dollari l'anno. La differenza di 15 dollari del primo anno rientra con due prelievi al massimo, e i 20 dollari annui successivi con meno di tre. Le carte fisiche partono più distanti, 50 dollari una tantum per Platinum contro 75 dollari più 20 all'anno dal secondo per Signature, così il primo anno ne chiede poco più di tre.

Con importi piccoli quel punto di pareggio si sposta parecchio. Un prelievo da 200 dollari costa 1 dollaro più 1,30, cioè 2,30, quindi coprire i 20 dollari annui di Signature a quel ritmo richiede circa nove prelievi in un anno. Chi ritira contante di rado e in cifre modeste paga un canone annuo per evitare costi che quasi non maturerebbe.

Lo 0 per cento di ricarico sul cambio riguarda solo la quota di Avici

Avici non aggiunge commissioni di transazione né ricarichi sul cambio propri, e segnala che Visa può applicare una commissione transfrontaliera di circa lo 0,4 fino all'1 per cento sulle operazioni non in dollari statunitensi. Ritirare contante all'estero è esattamente il caso coperto da quella nota: un prelievo in valuta costa la quota del circuito invece di nulla, su entrambi i livelli.

Il prelievo con carta virtuale è documentato solo per le carte fisiche

Avici dichiara che le carte virtuali funzionano sugli sportelli con NFC. Allo stesso tempo descrive l'accesso al bancomat come una capacità della carta fisica, e le indicazioni sulla carta virtuale riguardano il pagamento online e l'aggiunta ad Apple Pay o Google Pay senza nominare il contante. Una carta virtuale richiede quindi uno sportello contactless e la carta già caricata nel telefono, due condizioni che nessun bancomat garantisce, e non esiste un elenco pubblico degli apparecchi compatibili.

Ogni carta Avici, virtuale o fisica, attinge allo stesso saldo di spesa, e Avici non dice se il conteggio dei tre prelievi giornalieri valga per carta o per conto. Tenere più carte non è una scappatoia documentata.

Contare i prelievi di contante di un anno normale, moltiplicare per 1 dollaro più lo 0,65 per cento dell'importo abituale e mettere il risultato accanto a 20 dollari. Dati e commissioni stanno nella pagina della Avici Card, e Ether.fi Cash è costruita allo stesso modo, con una struttura di costi che rende il contante una riserva più che un'abitudine.

Fonti: commissioni e limiti di Avici, spese e transazioni su Avici

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